5 agosto 2010
fonte :www.ilsole24ore.com

Disco verde all’assunzione di 16.670 nuovi insegnanti e impiegati amministrativi. L’annuncio è arrivato dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, nel corso dell’incontro con i sindacati, in calendario ieri per discutere di valorizzazione e precariato. Rispetto alle 26mila richieste di viale Trastevere, il Tesoro è in procinto di sdoganarne 10mila, per i docenti, 6.500, per gli Ata, il personale tecnico amministrativo, e 170 per i presidi. «Un risultato importante», ha commentato il ministro Gelmini, considerato anche il blocco del turn over imposto da Tremonti per quasi tutto il pubblico impiego. Per Pino Turi, segretario organizzativo della Uil Scuola, si tratta di un «fatto positivo, che tuttavia non risolve il problema del precariato nella scuola». Una condizione che interessa oltre 130mila persone, ha ricordato Rino Di Meglio, della Gilda.
Viale Trastevere ha fatto sapere poi che, entro il 2010, sarà bandito un nuovo concorso per dirigente scolastico, di 2.800 posti. «Le procedure dovranno partire entro ottobre», ha chiesto il numero uno del l’Anp, l’associazione nazionale presidi, Giorgio Rembado, per limitare il fenomeno delle reggenze, con dirigenti costretti a guidare due, anche tre istituti contemporaneamente. Solo il prossimo anno, dimensionamento delle scuole a parte, ci dovrebbero essere 1.500 posti vacanti da preside, che saliranno a 2.300, nel 2011.
Leggi il resto di questo articolo »
Pubblicato in Comunicazioni Staff, Editoria, News | Nessun commento »
30 luglio 2010
Tutti gli Oscar Mondadori al 25% in meno dal 30 luglio al 5 settembre!
Sfoglia online il catalogo dei libri che ti accompagneranno quest’estate e fai il test per scoprire qual è l’Oscar che fa per te.
http://www.librimondadori.it/web/mondadori/oscar

Pubblicato in Editoria, Mondadori, News | Nessun commento »
28 luglio 2010
Se siete stati amati e
coccolati da bambini, allora è probabile che siate diventati adulti sereni e privi di problemipsicologici. Ad affermarlo è uno studio americano pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health e portato a termine da un team di psicologi della Duke University di Durham, nel North Carolina.
I ricercatori sono partiti dai dati di uno studio degli anni Sessanta su un gruppo di quasi 500 neonati, che furono seguiti per circa 8 mesi insieme alle neo-mamme per verificare il tipo di rapporto instaurato. Le donne – tutte di Providence, nel Rhode Island – vennero sottoposte a una serie di analisi psicologiche e comportamentali per riuscire a cogliere il livello di affettività trasmesso ai propri figli. A distanza di oltre trent’anni da quell’analisi, i bambini ormai adulti sono stati ricontattati e intervistati per stabilire quali effetti sulla loro psicologia aveva prodotto il legame che era stato registrato con la propria madre. Gli uomini hanno risposto alle domande di un questionario e a una serie di interviste messe a punto per svelare le dinamiche comportamentali dei soggetti. Il risultato non lascia spazio a dubbi; chi aveva ricevuto più coccole e dimostrazioni di affetto si è rivelato anche più forte e tranquillo in età adulta.
Nello studio degli anni Sessanta, l’85 per cento delle donne si era mostrato nella norma in quanto ad affettività dimostrata, il 10 per cento al di sotto dei normali livelli e solo 5 donne su 100 si erano rivelate più affettuose della media. Proprio da quest’ultimo gruppo sono arrivati oggi i risultati più interessanti: i figli di queste donne, infatti, hanno totalizzato in assoluto i punteggi migliori per assenza di stress e problemi psicologici.
Tutto ciò dimostra come sia fondamentale per la crescita dell’individuo il rapporto speciale che si instaura con la madre nei primi mesi di vita, ciò che in inglese viene definito bonding. Per la prima volta, una ricerca del genere si basa su un’analisi scientifica e non semplicemente sui ricordi e le impressioni degli adulti sulla propria infanzia.

Pubblicato in Comunicazioni Staff, News | Nessun commento »
26 luglio 2010
U
na maggiore istruzione allontana il rischio di demenza senile. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista ‘Brain’, secondo cui ogni anno in piu’ di scuola diminuisce la probabilita’ dell’11 per cento. I ricercatori hanno studiato i cervelli di 872 persone che prima di morire avevano compilato questionari sull’istruzione scolastica ricevuta. Lo studio ha dimostrato che persone con diversi livelli di istruzione hanno patologie cerebrali simili, ma quelli piu’ preparati sono in grado di compensare gli effetti della demenza. “Ricerche precedenti hanno dimostrato che non c’e’ un rapporto ‘uno a uno’ tra la demenza e i cambiamenti visti nel cervello dopo la morte”, ha spiegato Hannah Keage, dell’universita’ inglese di Cambridge, “una persona puo’ mostrare grandi modifiche cerebrali e un’altra piccole, ma entrambe avere la perdita di capacita’ cognitive. Questo studio dimostra che l’istruzione scolastica puo’ ‘insegnare’ a sopportare meglio le modifiche cerebrali prima che portino ai sintomi della demenza

Pubblicato in Comunicazioni Staff, Editoria, Mondadori, News | Nessun commento »