*fonte messaggero.it
Pronte le regole per i nuovi insegnanti. Per mettere un freno al dilagare del precariato e selezionare chi sale in cattedra, i “posti” per gli aspiranti nelle universitĂ saranno a numero chiuso, calcolati sulla base del “reale fabbisogno”. Cinque anni di studio, poi un anno di tirocinio non retribuito. Così gli anni salgono a sei. Per curare i tanti mali della scuola – nelle comparazioni dell’Ocse risultiamo i piĂą impreparati d’Europa: 33mo posto in lettura, 36mo in cultura scientifica, 38mo in matematica – ora l’obiettivo è quello di recuperare credibilitĂ . Ai nuovi insegnanti non dovranno mancare “robuste conoscenze disciplinari”, oltre a “capacitĂ organizzative”, “relazionali e comunicative”. Inoltre dovranno saper “motivare gli studenti allo studio”, fare “lavoro di gruppo” e avere “rapporti con le famiglie”.
Una severa “selezione” costringerĂ quelli professionalmente inadeguati a cambiare mestiere. Un decreto del ministro Gelmini, che dopo un ultimo passaggio a Palazzo Chigi entro fine mese sarĂ mandato alla firma del Presidente della Repubblica, stabilisce in che modo si diventa docenti. Se le universitĂ , come dicono, saranno pronte il nuovo sistema di formazione partirĂ dal prossimo anno. I test d’ingresso nelle universitĂ saranno il primo filtro, con i corsi per la specializzazione a numero chiuso. La scuola dovrĂ programmare i nuovi organici e il sistema universitario avrĂ il compito di formarli. I “posti” saranno calcolati sulla base delle previsioni delle scuole, tanti per la matematica, l’italiano, la storia e così via. (continua…)





